infert1Il World Healt Organization (WHO) definisce l’infertilità come l’incapacità di una coppia di ottenere il concepimento o portare a termine una gravidanza dopo almeno un anno di rapporti sessuali regolari non protetti.
La prevalenza dell’infertilità è in continuo aumento, soprattutto nei paesi industrializzati, in Italia circa 50.000 coppie (15-20%) ogni anno consultano i centri per l’infertilità e la metà si affida a tecniche di riproduzione assistita.

Le cause accertate di infertilità maschile sono numerose e dal punto di vista eziopatogenetico si possono così riassumere
Le cause pre-testicolari di infertilità comprendono gli ipogonadismi ipogonadotropi congeniti (sindrome di Kalmann), acquisiti (es. malattie infiltrative, stress, endocrinopatie), e sindromi iperprolattinemiche.
Tra le cause testicolari vi sono i disordini cromosomici (es. Klinefelter, arresto maturativo, Sertoli-cell only syndrome) disordini dello sviluppo (es. criptorchidismo), il varicocele, le orchiti e tutti gli agenti chimici e fisici che possono causare danni permanenti al parenchima testicolare.
Le cause post-testicolari sono soprattutto riconducibili alle ostruzioni delle vie seminali o ai rari casi di insensibilità agli androgeni (femminilizzazione testicolare).
Vi sono infine situazioni, peraltro assolutamente preponderanti, di infertilità idiopatica.
Per dare un’idea delle proporzioni l’infertilità idiopatica rappresenta fino al 75% delle cause di infertilità, seguono disordini urogenitali come il varicocele (il più importante), l’ostruzione delle vie seminali e le patologie flogistico infettive come le prostato-vescicoliti,  queste da sole rappresentano circa il 20% dei casi. I disordini genetici o neuroendocrini sono presenti solo in una piccola parte dei pazienti infertili.
Alcune cause di infertilità sono associate ad una condizione di azoospermia (assenza di spermatozoi nell’eiaculato), in questi casi il quadro si può ricondurre all’alterazione di due funzioni, la secrezione e l’escrezione degli spermatozoi.

defict3Le infertilità secretorie, ossia l’alterazione della produzione dei gameti,  rappresentano la maggior parte delle azoospermie, mentre quelle escretorie sono dovute ad una ostruzione delle vie seminali o una compromissione dei meccanismi di espulsione del seme.

Si tratta per queste ultime di situazioni cliniche generalmente più gestibili, poiché la produzione dei gameti è efficiente e grazie alle tecniche per il recupero di gameti si riesce di solito ad ottenere la gravidanza. Vi sono poi, ovviamente, delle condizioni miste in cui entrambe le forme possono coesistere.

Le alterazioni secretorie ed escretorie si riflettono in maniera diversa sulla qualità del liquido seminale e sulla capacità di fecondare che non sempre correla, con i parametri seminali.